Cristiano Cavina


CavinaLaboratorio di scrittura

Cristiano Cavina nasce a Faenza nel maggio del 1974. Cresce e tuttora vive a Casola Valsenio: Made in Casola è il marchio in calce ai suoi romanzi e alle sue mail.

Si nutre di storie fin da piccolo, ascoltando i racconti dei vecchi al bar; quando poi scopre i libri, la sua strada è tracciata.

Il suo primo romanzo “Alla grande” ambientato a Casola Valsenio, suscita l’immediato entusiasmo di alcuni librai indipendenti, delle librerie Fnac, che lo presentano come “talento del mese”, delle librerie Feltrinelli e vende più di diecimila copie. E nel 2004 arriva ai lettori francesi, tradotto e pubblicato dalla casa editrice Anne Carrière. Nel 2006 vince il Premio Tondelli e viene definito uno dei migliori giovani narratori di oggi. Uno scrittore invitato nelle scuole di tutt’Italia a spiegare ai ragazzi quanto i libri possano salvare la vita.

Scrive di cose che conosce bene: la sua infanzia in “Alla grande” e “Un’ultima stagione da esordienti”; l’epopea di Nonna Cristina in “Nel paese di Tolintesàc”; la sua storia di figlio senza padre e di padre fuori dagli schemi nei “Frutti dimenticati” (premio Castiglioncello, premio Vigevano, premio Serantini, Selezione premio Strega); il lavoro nell’immensa cava di gesso alle porte di Casola Valsenio in “Scavare una buca”; i suoi anni di scuola superiore in “Inutile Tentare Imprigionare Sogni”.

In “La pizza per autodidatti” trasmette la sua esperienza di ‘pizzaiolo quando c’è’ nella Pizzeria Il Farro di Casola Valsenio: tra impasti, temperature e ricette, ci svela l’importanza del forno per un narratore come lui.

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